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Parliamo di:
La Grande Guerra
Eh sì, siamo agli inizi del XX secolo e una guerra così grande non si è mai vista. Anche per questo viene chiamata la Grande Guerra. In altre parole, la Prima guerra mondiale.
I motivi sono che ci sono per la prima volta milioni di soldati, nuove armi come i carri armati e i sottomarini e… gli aerei.
Ebbene sì, per la prima volta vengono utilizzati gli aerei, sia per i bombardamenti, le ricognizioni, che per la caccia ad altri aerei. Sono di legno, provvisti di mitragliatrici sincronizzate con l’elica, sono molto leggeri e possono volare a più di 200 km orari ad un’altezza di 2000 metri, un’autonomia di circa tre ore e un raggio d’azione anche di 350km. Niente a che fare con i moderni aerei da caccia, ma se pensiamo che si tratta di apparecchi costruiti nei primi anni del Novecento, beh, allora ci troviamo di fronte a dei prodigi della tecnologia. Tra gli aerei da caccia più utilizzati ci sono:
- Gli inglesi Bristol Fighter e Sopwith Camel
- I francesi SPAD e Nieuport
- I tedeschi Fokker e Albatros
Su questi aerei che possono essere monoposto o biposto, triplano o biplano, volano gli Assi della Prima guerra mondiale.
Che cosa significa di preciso essere un Asso?
Essere un Asso significa per un pilota da caccia aver abbattuto almeno cinque aerei nemici.
Conosciamo quattro dei più celebri piloti che volano e combattono su diversi fronti della Grande Guerra.
Francesco Baracca
A proposito di Assi, il maggiore Francesco Baracca è il comandante della Squadriglia degli Assi, cioè la 91ª Squadriglia del 10° Gruppo caccia dell’Aeronautica militare italiana, per la bravura dei suoi piloti. Francesco Baracca ne è il pilota più abile con 34 aerei nemici abbattuti, il numero più alto mai raggiunto da un pilota italiano.
Per la verità Francesco Baracca inizia la sua carriera militare in cavalleria ma poi, come tanti ufficiali di cavalleria, si appassiona agli aerei e diventa pilota. Infatti, l’aviazione nella Prima guerra mondiale _ visto che i cavalli sono utilizzati sempre meno _ viene chiamata cavalleria dell’aria.
Il principale aereo sul quale vola Francesco Baracca e compie le sue imprese è un biplano monoposto SPAD sul quale ci sono dipinte due insegne: un grifone sulla fiancata destra, un cavallino rampante sulla fiancata sinistra. E il cavallino, che è lo stemma della famiglia della mamma di Francesco Baracca, diventa anche lo stemma della Ferrari che tutti conosciamo.
A Francesco Baracca è dedicato un bellissimo museo, il Museo Francesco Baracca a Lugo, dove il pilota è nato.

Godwin Brumowski
Negli stessi cieli dove vola Francesco Baracca e la 91ª Squadriglia, volano anche gli avversari che i piloti italiani affrontano nella Prima guerra mondiali, gli aviatori dell’esercito dell’Impero austro-ungarico. Tra questi piloti da caccia c’è Godwin Brumowski, comandante della prima squadriglia da caccia del suo paese, la famosa Flik 41J.
Anche Brumowski è un vero Asso, con ben 35 aerei nemici abbattuti e il suo aereo è un caccia biplano Albatros D.III color rosso fuoco, con un teschio bianco contornato di nero dipinto su tutte e due le fiancate.
L’Asso austriaco è un vero dèmone dei cieli. In un’occasione viene assalito da ben 8 caccia italiani e, nonostante 26 fori di mitragliatrice sul suo biplano, riesce a salvarsi. In un’altra occasione viene assalito ancora una volta da 8 caccia, ma questa volta inglesi, e riesce nuovamente a non lasciarci le penne.
Un vero Asso Godwin Brumowski, che appare anche in due fumetti: Dampyr e Sotto la bandiera dell’oro.

René Paul Fonck
Il primo pilota a cui viene dato il nome di Asso è il francese René Paul Fonck, il secondo per numero di aerei nemici abbattuti: 75!
Fonck è bravissimo a volare e per queste ragioni entra a far parte della squadriglia delle Cicogne dove ci sono i migliori piloti dell’Armée de l’air. Il suo aereo è uno SPAD XIII, sulla cui fiancata è dipinta proprio una cicogna. In un’occasione riesce a stabilire un altro record riuscendo ad abbattere quattro aerei nemici in neanche dieci secondi e in un’altra occasione ottiene sei vittorie in un giorno solo.
Insomma, ecco spiegato il motivo per cui per la prima volta un pilota viene definito un Asso.

Manfred von Richtofen
Però, l’Asso degli Assi, il pilota con il più alto numero di vittorie, probabilmente il pilota più celebre di tutti i tempi è il tedesco Manfred von Richtofen della Luftstreitkräfte, soprannominato il Barone rosso, anche lui proveniente dall’arma della cavalleria.
Ma perché questo soprannome?
Innanzitutto perché Manfred Albrecht von Richtofen ha il titolo di barone e poi, questa è la cosa più importante, vola su aerei sempre dipinti di rosso, tranne che per una croce nera su fondo bianco sulla fiancata, in particolare il triplano Fokker Dr.I che, quando viene avvistato, sembra una lingua di fuoco nel cielo.
Manfred è anche il comandante della squadriglia da caccia Jasta 11 che è conosciuta con il nome di Circo Volante. Il motivo di questo nome sta nel fatto che i piloti che ne fanno parti sono tutti degli Assi_ tra di loro c’è anche il fratello del Barone rosso, Lothar von Richtofen _ e perché i loro aerei sono tutti colorati in modo vivace e variopinto.
Nonostante la sua grande abilità e il record di aerei abbattuti, ben 80, lo stesso Manfred von Richtofen viene abbattuto, come succede a molti Assi (tra questi Francesco Baracca) e non si sa se da un aereo canadese o dalla contraerea australiana.
Il Barone rosso è ancora molto celebre e su di lui sono stati fatti diversi film. Non solo: nelle storie che vedono protagonista Snoopy, spesso il bracchetto immagina di essere un pilota della Prima Guerra mondiale e di volare sulla sua cuccia proprio a caccia del Barone rosso.
Anche uno dei protagonisti dell’anime Mobile Suit Gundam, è soprannominato, in omaggio a Manfred von Richtofen, “Cometa Rossa”.
