Sommario
Parliamo di:
Roma: una storia di 12 secoli
Roma viene fondata nel 753 a.C. Dapprima è una monarchia con i suoi sette re, poi una Repubblica, infine un Impero. Quest’ultimo dura più di due secoli e mezzo, dal 27 a.C al 476 d.C. Alla fine crolla sotto la spinta delle invasioni barbariche. Gli imperatori romani che governano Roma e i suoi immensi territori sono ben 103.
Difficile ma non impossibile ricordarli tutti!
Ottaviano Augusto, Traiano, Adriano, Marco Aurelio, Costantino li ricordiamo per le loro gesta. Poi ci sono Galerio, Gordiano III, Gallieno (tutti con la G), ma anche Valentiniano, Caro e Carino che a dir la verità non ricordiamo per niente. E forse neanche conosciamo.
Quattro in particolare, conosciamoli:
- Caligola dal 37 al 41 d.C.
- Nerone dal 54 al 68 d.C.
- Commodo dal 180 al 192 d.C.
- Eliogabalo dal 218 al 222 d.C.
Caligola
Il primo in ordine di tempo di questi imperatori romani un po’ “particolari” è Caligola, che in realtà si chiama Caio Cesare Augusto Germanico, ma era stato soprannominato Caligola perché da bambino gli piaceva portare dei sandali di tipo militare che si chiamavano caligae.
Quando Caligola diventa imperatore è poco più che un ragazzo e le cose non è che vanno tanto male. Anzi, è apprezzato un po’ da tutti, soprattutto dal popolo. Ma dopo qualche mese inizia a manifestare una certa crudeltà e fare delle vere e proprie stranezze, oltre che buttare i soldi in meravigliosi spettacoli e giochi.
Quali sono queste stranezze?
- Intanto fa uccidere suo cugino, all’improvviso e senza motivo apparente. Ma Caligola fa così: se qualcuno lo guarda, anche per sbaglio, viene fatto assassinare.
- Poi parte con le legioni per conquistare la Britannia, ma prima di attraversare il canale della manica, ferma tutti e torna indietro. Nonostante non avesse conquistato un bel nulla, celebra lo stesso il suo trionfo.
A Caligola poi non gli stanno per niente simpatici i senatori di Roma, con i quali si deve consultare per governare l’impero. Beh, una volta li sveglia tutti in piena notte e dopo averli convocati si presenta mascherato e si mette a ballare davanti a loro. Infine, per continuare a ridicolizzarli _ proprio non gli piacevano! _ nomina senatore Incitato, il suo cavallo.
Insomma, Caligola era diventato un pericolo per la stabilità di Roma, con i suoi atteggiamenti crudeli e la sua pazzia e così viene pugnalato dai pretoriani che, è vero che sono la guardia dell’imperatore, ma è anche vero che per la loro forza e influenza, a Roma fanno il bello e il cattivo tempo.

Nerone
Nerone diventa imperatore che era ancora più giovane di Caligola, ha infatti solo 17 anni e anche lui inizialmente sembra promettere bene, anche per l’educazione che riceve da un grande filosofo di nome Seneca.
Poi… anche lui comincia a dare segni di squilibrio.
Cosa combina di tanto terribile?
Probabilmente fe avvelenare il suo fratellastro e in seguito inizia a litigare con sua madre Agrippina. E non si tratta di semplici zuffe di famiglia. Nerone, infatti, un bel giorno decise di organizzare una crociera per la mamma, ma che in realtà era un modo per farla fuori. La imbarca su una nave mezza rotta che alla prima onda naufraga con tutto l’equipaggio, Agrippina compresa. Litiga inoltre anche con la moglie Ottavia _ che ovviamente elimina senza tanti scrupoli _ e si sposa con Poppea Sabina, una dama della sua corte, che poi uccide personalmente.
Queste sono le crudeltà di Nerone, che però si sente anche un grande artista: canta, recita, suona la cetra e spende moltissimi soldi in grandiosi spettacoli. Quella di usare il denaro pubblico per le sue cose porta l’imperatore a costruire una enorme villa chiamata Domus Aurea, circondata da un parco _ dove gironzolano giraffe, ghepardi e fenicotteri _ al cui interno c’è un lago artificiale con una nave sulla quale si svolgono le feste più pazze.
Anche Nerone però ha i suoi problemi. La grande villa dove è andato ad abitare viene costruita dopo che un incendio aveva distrutto una gran parte di Roma. Anche se non era vero, molti lo accusano di aver dato fuoco alla città proprio per poter edificare la Domus Aurea. Ma non c’è solo quello: ribellioni, cospirazioni e complotti spuntano da tutte le parti.
Nerone, abbandonato da tutti, compreso Tigellino il comandante dei pretoriani, scappa da Roma rifugiandosi in una delle sue ville e si uccide. Accanto a lui è rimasta solo una schiava di nome Atte, l’unica persona che gli volesse bene.
Commodo
Per più di 120 anni di imperatori romani così folli non se ne vedono più: sì, qualche sanguinario, magari non proprio tranquillo, ma come Caligola e Nerone nessuno.
Ora però arriva Commodo!
Commodo è figlio di Marco Aurelio, il grande imperatore filosofo, ma della saggezza del padre non ha preso proprio niente. Quando diventa imperatore ha 19 anni e l’unica cosa che gli piace sono i combattimenti tra gladiatori. É così affascinato che pensa seriamente di essere lui stesso un gladiatore, tanto che partecipa in prima persona agli spettacoli che si tengono al Colosseo. Commodo ha un tale culto della forza che addirittura va in giro vestito da Ercole _ il dio della forza appunto _ con una pelliccia di leone sulla testa che gli scende sulle spalle e una clava con cui combatte nell’arena.
Ma non lasciamoci ingannare: Commodo duella sempre con gladiatori ormai moribondi o contro animali feriti e in fin di vita, in cui si limita soltanto a dare il colpo di grazia, convinto di essere Ercole in persona.
A proposito di Ercole, anche seminato Roma di una nuova divinità: Commodo/Ercole.
Insomma, quella dei combattimenti è una vera e propria ossessione che lo porta a trasferirsi, clava e bagagli, dal palazzo imperiale alla caserma dei gladiatori, per vivere in mezzo a loro. Questo è veramente troppo: un imperatore che giocava a fare il gladiatore e sperpera soldi in giochi e combattimenti. Anche in questo caso ci pensano i pretoriani che lo assassinano proprio nella caserma dei gladiatori.

Eliogabalo
Tutti questi imperatori si credono delle divinità e pretendono gli onori che spettavano a un Dio. Lo stesso fa Vario Avito Bassiano che si cambia il nome in Eliogabalo, in quanto si presenta come un sacerdote del dio Sole (Elio ere il dio greco del Sole).
Eliogabalo è il più giovane di questi imperatori, ma le sue follie non sono da meno rispetto agli altri tre e anche lui butta tutti i soldi in feste e spettacoli invece di utilizzarli per i bene degli abitanti di Roma.
Non è che fosse tutta colpa di Eliogabalo se le cose vanno in malora. Infatti, a dirigere gli affari di Roma è Giulia Mesa, la nonna dell’Imperatore, che si comporta un po’ come i pretoriani e, quando capisce che il suo terribile nipote è irrecuperabile, punta a far diventare Imperatore un altro suo nipote, ancora più piccolo, Alessandro Severo, di appena 13 anni.
Fu così che la terribile nonna fa uccidere Eliogabalo dai pretoriani che, senza tanti riguardi, gettano l’imperatore nel Tevere.

